vecchi cassetti
mi hai sempre insegnato che mai si deve guardare dentro la camera.
era un tuo dogma, ripetuto fino alla nausea.
e noi assumevamo posture finto-naturali, quasi tu ci cogliessi nell'attimo in cui eravamo inconsapevoli di tutto.
nei cassetti ho trovato molte foto in cui tu guardi diritto, diritto verso gli occhi di noi che ora guardiamo e verso la macchina che ti inquadra.
il tuo sguardo è lontano ormai velato e altrove , ma dritto.
dritto sulla vita ormai passata e al termine.
dritto con una specie di sorriso sulle labbra che pare non far sorridere tutto il volto, ma tuttavia sorride.
le orecchie diventate chissà perchè molto grandi, quasi a sventola.
dritte verso altri suoni chissà dove.
sei consapevole e non lo sei.
sei dolce e lontano, ci sei ma non ci sei più.
mi ricordo di te, non dimenticherò.
