nata 25 luglio 1958
sono nata a metà del 1900
epoca preistorica per i ragazzi di oggi
mentre diventavo ragazza e poi giovane donna
intorno succedevano cose travolgenti
rapidissime e violente
come quando rigiri una frittata nella padella
da un lato quasi bruciacchiata
e dall'altro cruda
oggi vivo in un piccolo paese arrocato su un colle
in inverno avvolto dalla nebbia e spesso sommerso dalla neve
in primavera e fino all'autunno una gioia per gli occhi e per il cuore
i vecchi del posto
dopo anni di sguardi diffidenti e giudicanti
dopo anni di osservazione silente ma attenta durante il mio sorbire il caffè
nel posto loro
nel loro bar
ora si azzardano a conoscermi
talvolta suonano alla mia porta
senza preavviso
si bevono un bicchiere di vino o di grappa
e raccontano
mi fissano negli occhi
i loro occhi sono occhi velati ma diritti
diritti
e raccontano la loro storia, cose ormai perdute , scarne, semplici ed essenziali.
io ascolto, avida ed attenta.
io sono giovane ai loro occhi
è dolce e malinconico constatare come a 54 anni si possa ancora apparire giovani
il loro sguardo mi conforta e ristora
come un abbraccio di madre.
la mia generazione ha vissuto e vive passato e futuro condensati in pochissimi anni
non credo sia ancora possibile nascere bianchi e ritrovarsi neri
oggi sembra tutto già ipotizzato e progettato
tutto è possibile
prima era solo immaginazione quasi farneticante
o sogno.
non ho figli e raramente mi confronto con i ragazzi
appena vagheggio quanto possa essere bello e drammatico fare da ponte tra questi due mondi
occhi velati
iridi brillanti e limpide
e noi nel mezzo

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