martedì 17 luglio 2012

il grillo, e me

lui, lei... grillo o cavalletta che fosse
ma probabilmente era una cavalletta viste le dimensioni.
 la notte scorsa ha deciso di riposare sul fianco sinistro della mia macchina pur avendo intorno a sè alberi, prati e boschi .

questa mattina presto sono andata a Genova, la mia Città, per sbrigare burocrazie infinite e noiosissime.
lei, la cavalletta
 ha sopportato 50 km di autostrada che di solito io percorro a scheggia
si è sorbita almeno quattro ore di parcheggio sotto il sole
  mondo alieno, incomprensibile, torrido e disperante.

lei, la cavalletta
 si è aggrappata fortissimamente a qualcosa
ed ha avuto pazienza
e speranza in un futuro migliore.
 ha deciso di rifugiarsi dentro lo specchietto retrovisore sinistro.
e lì è stata da me notata sulla via del ritorno verso casa
 verso i prati e i boschi a lei familiari
altri 50 km

la prima sensazione è stata quella di riportarla a casa sua
e mia..
poi ho come deciso di sfidarla
ho deciso di premere l'acceleratore, crudelmente consapevole che
lei
era aggrappata praticamente al nulla
uno specchietto
per lei materia sconosciuta
aggrappata alla vita
malgrado il vento e il rumore assordante dell'autostrada
 che in Liguria viaggia solo attraverso interminabili gallerie strette e buie
curve improvvise e destabilizzanti
lei
era aggrappata ad uno specchio
era aggrappata con tutte le sue forze e il suo terrore
ad uno specchio senza appigli per le sue zampette
scivoloso  e violento per le  curve continue che ribaltavano le correnti d'aria
e quindi la sua  precaria stabilità
 cambiava posizione quando poteva
ed io vedevo le sue antenne sballottate dal vento
sempre e comunque schiacciata dalla velocità

alla fine era un grumo grigio verde
ma sempre aggrappata
stremata
sfinita ma tenace
e comunque fiduciosa in un futuro migliore
ed io mai la perdevo di vista
e più si aggrappava
più io mi sentivo il cuore piccolo
e mi immedesimavo in lei

a metà strada,  nel tratto senza tutor che di solito percorro a 180/ora
mi sono inchinata davanti a lei
 e mi sono vergognata davvero
per la mia arroganza e cecità
per la mia ignoranza del mondo
quello vero intendo
quello che sopravivve e sopravviverà  malgrado noi

ho rallentato di colpo
e sperato che resistesse fino a casa
la guardavo sempre

lei era un groviglio indefinibile, non si distinguevano più le zampette dalle antenne
ma era ancora viva e ottimista
con tutte le sue forze e la sua tenacia aggrappata a se stessa ed alla vita
dopo cento chilometri di avventure.
per noi come andare su Marte
 lei
cavalletta
si è  dimostrata indiscutibilmente migliore di me
molto migliore di me
ha fermamente creduto in se stessa, alla sua forza
ed alla vita.
aggrappata disperatamente e tenacemente
ad un piccolo specchietto
durante un viaggio in mondi sconosciuti e velocissimi
rumorosi e puzzolenti

l'ho riportata a casa
nei boschi e nei prati
lei è riuscita a tornare a casa
salva
lei è stata  tenace e coraggiosa  nella sua fede
e comunque mai ha cessato di sperare

arrivati a casa le ho dato un colpetto col dito
affettuoso
e lei è risaltata sul prato.

io le sono grata
e penserò spesso a lei.





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