domenica 22 luglio 2012

sogno di un 'ombra è l'uomo

cari fratelli miei
fratelli nell'essere venuti al mondo e nel  vivere affrontando la vita
ognuno a suo modo

cari fratelli
compagni di viaggio
so di essere  spesso troppo malinconica nei miei scritti
ma questa ero, e sono tutt'ora
 da cinquantaquattroanni.

so pure trovarla, la malinconia
anche quando in effetti non c'è
ma io so scovarla praticamente ovunque
anche nel sole cocente che riscalda la terra
nei  tramonti splendidi ed entusiasmanti
nel blu del mare e nel giallo dei campi di grano.

io sono così
assai malinconica ed estremamente inquieta
per rendermene conto
ma sopratutto per tentare di accettarlo
ho speso anni in battaglie, finora tutte perse.

fratelli miei
se fratelli miei vi sentite
io sono così
e non so se scusarmi di questo
o esserne orgogliosa

non lo so davvero.

esistono milioni di persone più ottimiste e positive
più concrete
più allegre e generose
che riescono ad espandere col sorriso e con gioia
la loro enorme ricchezza interiore
che io ammiro ed invidio.

vi invito a cambiare pagina
cosa che io non posso fare

 per ora io sono sterile
anche se sto combattendo per diventare fertile

vi chiedo scusa
 questa sono

e se ci penso bene
forse non devo chiedere scusa solo a voi
ma anche e sopratutto a me stessa









giovedì 19 luglio 2012

venti anni

Sono arrivata a Palermo venti anni fa nel settembre 1992  a seguito del mio futuro marito.
ero lì per essere presentata ai miei  suoceri che se pur toscani vivevano lì da decine di anni.

ricordo perfettamente il guard rail tra Punta Raisi e Capaci che allora era stato ripristinato da poco
 a doppia lamiera e dipinto color rosso sangue nel punto dell'esplosione
esattamente dipinto color rosso sangue
sicchè quando passavi da lì, se pur distratto e sovrapensiero
non potevi non vedere e quindi non pensare.
  per sempre quel guard rail ti sarebbe rimasto impresso negli occhi.
e da pochissimo era saltato in aria pure Borsellino e la sua scorta, a due mesi uno dall'altro.

mi sono ritrovata a cena quel primo giorno a Palermo con nostri coetanei facenti parte della cosidetta 'buona società'
 i quali, a cadaveri caldi,  sproloquiavano sul fatto che Falcone e Borsellino
'se l'erano cercata' e quasi quasi 'se lo meritavano, se mi passate l'espressione...'

io non l'ho passata la loro 'espressione' e ne è nata una discussione furibonda
tra me e loro
io sconosciuta venuta dal continente e per giunta femmina
 il mio compagno quasi schiacciato dalla violenza della mia reazione nel sentire certi discorsi
lui che odiava qualsivoglia discussione di qualsiasi tipo e se ne tirava fuori con ogni forza

al contrario io non aspettavo altro che combattere tutto e tutti in nome di valori e ideali respirati e vissuti fin da piccola
  uscita da non troppi anni dall'incubo che mio padre venisse ammazzzato dalle brigate rosse sull'autobus nel tragitto da casa al lavoro
e con ancora vivissime in me le immagini dell'ultima intervista a Borsellino un mese prima di essere ammazzato,  specialmente l'espressione degli occhi

ebbene
la cosa più disgustosa e triste sono state le 'scuse' del giorno dopo da parte della combriccola
dopo evidentemente essere stata informata che forse anche mio padre 'se l'era andata a cercare'
se pur ancora vivo e incolume.

e purtroppo
dopo venti anni nulla è cambiato ancora
cambiato davvero e concretamente
anzi
forse è ancora peggio di prima, se pur con meno cadaveri per le strade.
venti anni di squallide e viscide valanghe e valanghe di parole
prontamente rinnegate all'occorrenza.

oggi hanno ritrasmesso quell'ultima intervista
ed ho riguardato quegli occhi
e pensato ai mille e mille occhi uguali
che tentano di riscattarci dall'ignavia e dalla vigliaccheria
la mia compresa
che me ne sto qui rintanata nel mio mondo protetto
a scrivere su un computer













martedì 17 luglio 2012

il grillo, e me

lui, lei... grillo o cavalletta che fosse
ma probabilmente era una cavalletta viste le dimensioni.
 la notte scorsa ha deciso di riposare sul fianco sinistro della mia macchina pur avendo intorno a sè alberi, prati e boschi .

questa mattina presto sono andata a Genova, la mia Città, per sbrigare burocrazie infinite e noiosissime.
lei, la cavalletta
 ha sopportato 50 km di autostrada che di solito io percorro a scheggia
si è sorbita almeno quattro ore di parcheggio sotto il sole
  mondo alieno, incomprensibile, torrido e disperante.

lei, la cavalletta
 si è aggrappata fortissimamente a qualcosa
ed ha avuto pazienza
e speranza in un futuro migliore.
 ha deciso di rifugiarsi dentro lo specchietto retrovisore sinistro.
e lì è stata da me notata sulla via del ritorno verso casa
 verso i prati e i boschi a lei familiari
altri 50 km

la prima sensazione è stata quella di riportarla a casa sua
e mia..
poi ho come deciso di sfidarla
ho deciso di premere l'acceleratore, crudelmente consapevole che
lei
era aggrappata praticamente al nulla
uno specchietto
per lei materia sconosciuta
aggrappata alla vita
malgrado il vento e il rumore assordante dell'autostrada
 che in Liguria viaggia solo attraverso interminabili gallerie strette e buie
curve improvvise e destabilizzanti
lei
era aggrappata ad uno specchio
era aggrappata con tutte le sue forze e il suo terrore
ad uno specchio senza appigli per le sue zampette
scivoloso  e violento per le  curve continue che ribaltavano le correnti d'aria
e quindi la sua  precaria stabilità
 cambiava posizione quando poteva
ed io vedevo le sue antenne sballottate dal vento
sempre e comunque schiacciata dalla velocità

alla fine era un grumo grigio verde
ma sempre aggrappata
stremata
sfinita ma tenace
e comunque fiduciosa in un futuro migliore
ed io mai la perdevo di vista
e più si aggrappava
più io mi sentivo il cuore piccolo
e mi immedesimavo in lei

a metà strada,  nel tratto senza tutor che di solito percorro a 180/ora
mi sono inchinata davanti a lei
 e mi sono vergognata davvero
per la mia arroganza e cecità
per la mia ignoranza del mondo
quello vero intendo
quello che sopravivve e sopravviverà  malgrado noi

ho rallentato di colpo
e sperato che resistesse fino a casa
la guardavo sempre

lei era un groviglio indefinibile, non si distinguevano più le zampette dalle antenne
ma era ancora viva e ottimista
con tutte le sue forze e la sua tenacia aggrappata a se stessa ed alla vita
dopo cento chilometri di avventure.
per noi come andare su Marte
 lei
cavalletta
si è  dimostrata indiscutibilmente migliore di me
molto migliore di me
ha fermamente creduto in se stessa, alla sua forza
ed alla vita.
aggrappata disperatamente e tenacemente
ad un piccolo specchietto
durante un viaggio in mondi sconosciuti e velocissimi
rumorosi e puzzolenti

l'ho riportata a casa
nei boschi e nei prati
lei è riuscita a tornare a casa
salva
lei è stata  tenace e coraggiosa  nella sua fede
e comunque mai ha cessato di sperare

arrivati a casa le ho dato un colpetto col dito
affettuoso
e lei è risaltata sul prato.

io le sono grata
e penserò spesso a lei.





mercoledì 4 luglio 2012

ciao Piripicchia

'ciao Piripicchia.......
.........grazie'

ciao mamma

mamma
mamma
mamma

grazie a te.

papà
chissà che belle rose hai preparato
grazie

non dimenticatevi di me
vi prego
vegliate su di me