venerdì 5 luglio 2013

ciao mamma, hai visto che roba?


scommetto che
 ti sei divertita di noi tutti riuniti  nel ricordare te

scommetto che
 hai sorriso di me che curo te
  sotto un cespuglio

scommetto che
ti sembriamo tutti come pazzi
e forse davvero tutti pazzi siamo
ma questo è
il sangue del tuo sangue

però mi è sembrata una pazzìa
bellissima
sincera
generosa
onesta
consapevole
responsabile

mamma
sapessi come mi manchi....
anche se spesso ti avrei strozzata
e spesso mi auguravo te ne andassi via
e mi lasciassi libera

mamma
 perdonami
come io ho perdonato te

sorridi e abbracciami
se puoi

se puoi riceverlo
ti mando il mio cuore







domenica 16 giugno 2013

il profumo di Dio



 otto anni fa  ero ancora completamente immersa nel caos
   ritmi e cadenze frenetici,  malmostosi  e dolci
  come lo zucchero a velo  su una torta di burro e nocciole, deliziosa ma indigesta.
 otto anni fa la città, e il mare sopratutto.
il mare talvolta mi donava sensazioni e odori speciali
certe volte percepivo un profumo aspro
 inebriante e drammatico

ora vivo sola  su un colle, lontana dal mare
in inverno il vento e la neve sembrano voler spazzare via tutto
la nebbia oscura ogni orizzonte
sopratutto quello del cuore.

però sempre torna il sole
  gemme spuntano su rami intirizziti
i passerotti non hanno più bisogno di biscotti sbriciolati
ed i caprioli sono più fiduciosi
tutto, tutto intorno è sorriso e rinascita

 sotto un albero in silenzio
 ascoltare il rumore della natura e dei pensieri
già  pensati da millenni

certe volte capita di percepire e respirare
 un profumo
talvolta
arriva  lieve
il  profumo di Dio






















giovedì 9 maggio 2013

occhi


si cerca sempre un principio
un peccato originale
qualcosa che sia compagno e complice della malinconia e del dolore
della gioia e dell'amore

mano a mano che gli anni trascorrono
davanti allo specchio il volto si riflette ogni giorno più scavato
 i capelli più grigi e tutto è come più piccolo e curvo
e ancora non capisci quale sia il peccato originale

davanti allo specchio gli occhi diventano sempre più liquidi e vacui
ogni giorno più simili agli occhi  di tuo padre e tua madre
ormai vecchi

incominci piano piano a conoscere che non è vacuità nè vecchiezza
ma guardare e vedere tutto come da molto lontano
senza più compagni nè complici
senza peccato nè colpa
senza troppo amore e troppo dolore

solo una struggente e dolce melanconia.








domenica 14 aprile 2013

inverno, primavera, estate, autunno in campagna

questo è stato un inverno davvero invernale qui in campagna
non solo per la neve e il cielo grigio, e la natura implosa.
è stato inverno dentro
dentro il cuore

ma oggi finalmente esplode il sole
e tutto sorride
tutto si apre
tutto rinasce dal letargo
e si stiracchia insonnolito e pacioso
 grato della rinnovata rinascita
in casa girano i primi insetti
e gli uccellini non hanno bisogno degli avanzi di colomba
 spuntano i primi vermetti dalla terra umida


 io
se pur di indole estremamente malinconica e inquieta
ormai disillusa da quasi tutto
guardo tutto questo, lo osservo
e provo sprazzi di felicità
tutto questo mi nutre e mi disseta

natura madre
 abbraccia
placa e rasserena
dà speranza
senza parole
solo col frusciare dell'erba
e il ronzìo degli insetti













martedì 25 settembre 2012

nata 25 luglio 1958

sono nata a metà del 1900
epoca preistorica per i ragazzi di oggi

mentre diventavo ragazza e poi giovane donna
intorno succedevano cose travolgenti
rapidissime e violente
come quando rigiri una frittata nella padella
da un lato quasi bruciacchiata
e dall'altro cruda

oggi vivo in un piccolo paese arrocato su un colle
in inverno avvolto dalla nebbia e spesso sommerso dalla neve
in primavera e fino all'autunno una gioia per gli occhi e per il cuore
i vecchi del posto
 dopo anni di sguardi diffidenti e giudicanti
dopo anni di osservazione silente  ma attenta durante il mio sorbire il caffè
nel posto loro
nel loro bar
ora si azzardano a conoscermi
talvolta suonano alla mia porta
senza preavviso
si bevono un bicchiere di vino o di grappa
e raccontano
 mi fissano negli occhi
 i loro occhi sono occhi velati ma diritti
diritti
e raccontano la loro storia, cose ormai perdute , scarne, semplici ed essenziali.
io ascolto, avida ed attenta.

 io sono giovane ai loro occhi
è dolce e malinconico constatare come a 54 anni si possa ancora apparire giovani
 il loro sguardo mi conforta e ristora
come un abbraccio di madre.
la mia generazione ha vissuto e vive passato e futuro condensati in pochissimi anni
non credo sia ancora possibile nascere bianchi e ritrovarsi neri
oggi sembra tutto già ipotizzato e progettato
 tutto è possibile
prima era solo immaginazione quasi farneticante
o sogno.

non ho figli e raramente mi confronto con i ragazzi
appena vagheggio quanto possa essere bello e drammatico fare da ponte tra questi due mondi
occhi velati
iridi brillanti e limpide
e noi nel mezzo







domenica 22 luglio 2012

sogno di un 'ombra è l'uomo

cari fratelli miei
fratelli nell'essere venuti al mondo e nel  vivere affrontando la vita
ognuno a suo modo

cari fratelli
compagni di viaggio
so di essere  spesso troppo malinconica nei miei scritti
ma questa ero, e sono tutt'ora
 da cinquantaquattroanni.

so pure trovarla, la malinconia
anche quando in effetti non c'è
ma io so scovarla praticamente ovunque
anche nel sole cocente che riscalda la terra
nei  tramonti splendidi ed entusiasmanti
nel blu del mare e nel giallo dei campi di grano.

io sono così
assai malinconica ed estremamente inquieta
per rendermene conto
ma sopratutto per tentare di accettarlo
ho speso anni in battaglie, finora tutte perse.

fratelli miei
se fratelli miei vi sentite
io sono così
e non so se scusarmi di questo
o esserne orgogliosa

non lo so davvero.

esistono milioni di persone più ottimiste e positive
più concrete
più allegre e generose
che riescono ad espandere col sorriso e con gioia
la loro enorme ricchezza interiore
che io ammiro ed invidio.

vi invito a cambiare pagina
cosa che io non posso fare

 per ora io sono sterile
anche se sto combattendo per diventare fertile

vi chiedo scusa
 questa sono

e se ci penso bene
forse non devo chiedere scusa solo a voi
ma anche e sopratutto a me stessa









giovedì 19 luglio 2012

venti anni

Sono arrivata a Palermo venti anni fa nel settembre 1992  a seguito del mio futuro marito.
ero lì per essere presentata ai miei  suoceri che se pur toscani vivevano lì da decine di anni.

ricordo perfettamente il guard rail tra Punta Raisi e Capaci che allora era stato ripristinato da poco
 a doppia lamiera e dipinto color rosso sangue nel punto dell'esplosione
esattamente dipinto color rosso sangue
sicchè quando passavi da lì, se pur distratto e sovrapensiero
non potevi non vedere e quindi non pensare.
  per sempre quel guard rail ti sarebbe rimasto impresso negli occhi.
e da pochissimo era saltato in aria pure Borsellino e la sua scorta, a due mesi uno dall'altro.

mi sono ritrovata a cena quel primo giorno a Palermo con nostri coetanei facenti parte della cosidetta 'buona società'
 i quali, a cadaveri caldi,  sproloquiavano sul fatto che Falcone e Borsellino
'se l'erano cercata' e quasi quasi 'se lo meritavano, se mi passate l'espressione...'

io non l'ho passata la loro 'espressione' e ne è nata una discussione furibonda
tra me e loro
io sconosciuta venuta dal continente e per giunta femmina
 il mio compagno quasi schiacciato dalla violenza della mia reazione nel sentire certi discorsi
lui che odiava qualsivoglia discussione di qualsiasi tipo e se ne tirava fuori con ogni forza

al contrario io non aspettavo altro che combattere tutto e tutti in nome di valori e ideali respirati e vissuti fin da piccola
  uscita da non troppi anni dall'incubo che mio padre venisse ammazzzato dalle brigate rosse sull'autobus nel tragitto da casa al lavoro
e con ancora vivissime in me le immagini dell'ultima intervista a Borsellino un mese prima di essere ammazzato,  specialmente l'espressione degli occhi

ebbene
la cosa più disgustosa e triste sono state le 'scuse' del giorno dopo da parte della combriccola
dopo evidentemente essere stata informata che forse anche mio padre 'se l'era andata a cercare'
se pur ancora vivo e incolume.

e purtroppo
dopo venti anni nulla è cambiato ancora
cambiato davvero e concretamente
anzi
forse è ancora peggio di prima, se pur con meno cadaveri per le strade.
venti anni di squallide e viscide valanghe e valanghe di parole
prontamente rinnegate all'occorrenza.

oggi hanno ritrasmesso quell'ultima intervista
ed ho riguardato quegli occhi
e pensato ai mille e mille occhi uguali
che tentano di riscattarci dall'ignavia e dalla vigliaccheria
la mia compresa
che me ne sto qui rintanata nel mio mondo protetto
a scrivere su un computer