sabato 9 aprile 2011

Manolo

non conoscevo questo Manolo, un tipo della mia età che ha passato la vita a rischiarla quotidianamente arrampicandosi a mani nude e senza niente ovunque e su qualunque montagna.
poi l'età , una moglie e la responsabilità per i suoi figli lo hanno convinto ad usare almeno qualche attrezzatura indispensabile per non morire sicuramente molto presto.

ho ascoltato attentamente una sua intervista.
per prima cosa mi ha colpito il suo viso, davvero bello.
sufficientemente solcato da rughe speciali che caratterizzano i visi degli uomini di mare,  dei viaggiatori senza meta, o delle persone che molto pensano e sfidano la vita...
  dopo mi hanno colpito gli occhi,  due fari azzuri che fissano diritto . ma in realtà non ti guardano davvero perchè hanno dentro ben altri orizzonti.

vive in una casa nel bosco che lui stesso ha costruito, con i suoi bambini e la moglie.
diceva essere per lui un privilegio occuparsi dei figli, accompagnarli e riprenderli da scuola, e sopratutto parlare con loro.
la sua passione si concretizza anche col lavoro, e quindi può organizzarsi come meglio crede.
 sua moglie lavora 'normalmente', ed è una gioia per lui provvedere ai bimbi.
diceva che spera di educarli con l'esempio.
 il suo esempio è il contatto speciale e meraviglioso che possiede con la natura, il profondo rispetto che nutre per i suoi cicli e per il suo mistero.
il suo esempio è mettersi sempre alla prova solo, di fronte alla montagna ed a se stesso.
 le parole con cui descrive questo rapporto, non sono nè banali nè scontate.
dimenticatevi i soliti racconti dei 'naturalisti'.
 lui spesso deve inevitabilmente partire e stare fuori a lungo, solo, per guadagnare con mesi di fatica e disciplina pochi metri di una nuova via intravista su una vetta.... e chilometri di ossigeno per l'anima.

diceva di non riuscire a vivere in città, e ascoltandolo non si poteva avere alcun dubbio al riguardo....  per lui fa lo stesso anche il mare, o la foresta...

 alcuni esseri umani sono indubbiamente in contatto con l'universo, realtà incontestabile.
 questo privilegio trasforma completamente la loro vita...
 io mi sento profondamente attratta dalle loro parole e dal loro stile di vita.
 credo di capire ...
  vivendo da sola in campagna, credo di provare sensazioni simili pur essendo anni luce lontano dalle loro cime.

però rifletto spesso se sia necessario più coraggio e consapevolezza  per affrontare esclusivamente questo piccolo nostro microcosmo quotidiano , o sia più grande e produttivo per tutti noi umani confrontarsi con l'universo intero,  altrettanto tangibile e maestro di vita.

per ora non ne vengo a capo, non riesco a trovare una risposta che senta davvero appagante per le mie domande.

so che l'equilibrio, in tutto, è forse la ricetta giusta..
ma voi, come fate?

1 Commenti:

Alle 11 aprile 2011 alle ore 10:36 , Blogger Renata ha detto...

Manolo ha realizzato un suo sogno preceduto da una scelta non facile. Poi, ha avuto in sorte una compagna che non gli ha tolto la libertà, condovidendo le sue passioni. I figli vivranno certamente un periodo privilegiato, ma resta da vedere come proseguiranno nel loro sentiero della vita. Difficile capire se Manolo è un esempio perseguibile. Io, al momento, non ci riesco.Ma sono già sicura che mi piacerà tornare sull'argomento. Un abbraccione a Piripicchia.

 

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