mercoledì 30 marzo 2011

la neve, ed i fiorellini ai bordi dei sentieri

fino a cinque anni fa, quando vivevo ancora nella mia città, che amo malgrado tutto..., mai è capitato che sgorgassero lacrime improvvise ed inspiegabili mentre camminavo o passeggiavo per le sue vie. Eppure la mia città non è una grande metropoli, ed offre paesaggi e luoghi di straordinaria bellezza.
non è una questione di depressione odierna, affatto.

quasi quotidianamente cammino nei prati e nei boschetti con i miei cani.
scorgo le differenze di colori e sfumature nelle varie stagioni.
guardo il bianco candido della neve in inverno, e cerco di capire a quale animale appartengano le impronte che la solcano.
questo mi consola, in inverno.
stagione in cui anche il mio cuore è sepolto sotto una coltre..

e in primavera osservo i mille colori dei fiorellini che spontaneamente nascono ai bordi delle strade, quelle pochissimo trafficate che percorro felice nel vedere le corse libere dei miei cani.

 cammino nella natura come un credente ascolta la messa.
 certe volte controvoglia, certe volte con fatica ed una sorta di scetticismo.
ma cerco di andare, anche quando vorrei restare a casa.

e spesso mi commuovo, e piango lacrime intrise di disperazione e speranza.
mi sembra di entrare in contatto con qualcosa di eterno e incomprensibile.
qualcosa che, a differenza di noi umani, segue un'armonia ed un ciclo che qualcosa o qualcuno ha delineato dai tempi dei tempi.
qualcosa che così è,  e così deve essere e sarà per sempre.

in quei momenti mi sento infinitamente sola.
ma credo anche di percepire che qualcosa mi stia guardando, nella sua immobilità e indifferenza.
e ascolta.
e abbraccia.

sto sempre molto, molto meglio dopo una passeggiata tra la neve , o in mezzo ai fiorellini di primavera.
sempre.

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